Rinunciare all'eredità costa 216 euro se lo fai in tribunale (200 euro di imposta di registro più 16 euro di marca da bollo), oppure quella cifra più l'onorario di un notaio, mediamente 700-800 euro, se preferisci farla da lui. Hai tempo dieci anni dalla morte per decidere, salvo che tu sia già nel possesso dei beni ereditari: in quel caso il termine si restringe a tre mesi.
Come si fa, in pratica
La rinuncia è una dichiarazione formale che si fa in due modi soli: davanti a un notaio, ovunque in Italia, oppure presso la cancelleria del tribunale del luogo dove si è aperta la successione (cioè dove il defunto aveva l'ultimo domicilio). Non esistono altre strade valide: una rinuncia scritta in una lettera, o comunicata verbalmente ai parenti, non ha alcun effetto legale.
Serve una dichiarazione ricevuta dal notaio o dal cancelliere, inserita poi nel registro delle successioni. Questa iscrizione non è ciò che rende valida la rinuncia (che lo è già dal momento della dichiarazione), ma serve a renderla opponibile ai terzi: in pratica, a far sì che i creditori del defunto non possano ignorarla.
Quanto costa davvero, voce per voce
Se scegli la cancelleria del tribunale:
- 200 euro di imposta di registro (tramite modello F23)
- 16 euro di marca da bollo sull'atto
- Se in futuro ti serve una copia dell'atto: altri 11,80 euro di marca da bollo (35,40 euro se la vuoi urgente) più un'ulteriore marca da 16 euro
Se più persone dello stesso grado di parentela rinunciano insieme, con un unico atto, l'imposta di registro di 200 euro può essere divisa tra loro, non pagata per intero da ciascuno.
Se scegli il notaio, agli stessi costi fissi si aggiunge il suo onorario, che in media si aggira tra i 700 e gli 800 euro. Costa di più, ma è la strada più comoda se non hai dimestichezza con la procedura o vuoi un consiglio professionale su una situazione delicata.
I documenti che ti servono
Certificato di morte del defunto (anche in carta libera), un documento di identità valido, e il codice fiscale tuo e del defunto. Se il rinunciante è minorenne, devono presentarsi entrambi i genitori in sua rappresentanza; se è una persona incapace (interdetto, inabilitato, o sotto amministrazione di sostegno), serve il tutore o l'amministratore di sostegno, con l'autorizzazione del giudice tutelare.
I due termini che contano, e non sono uguali per tutti
Se non sei nel possesso dei beni ereditari (non abiti nella casa del defunto, non usi i suoi beni), hai dieci anni dalla morte per decidere se accettare o rinunciare. Se invece sei nel possesso dei beni, il termine si restringe drasticamente: hai tre mesi dall'apertura della successione per fare l'inventario se vuoi ancora avere la possibilità di rinunciare (o accettare con beneficio d'inventario); se lasci passare quel termine senza farlo, diventi automaticamente erede puro e semplice, e perdi la facoltà di rinunciare.
Chiunque abbia interesse (per esempio un creditore del defunto che vuole sapere come muoversi) può anche chiedere al tribunale di fissare un termine più breve per te, attraverso uno strumento chiamato azione interrogatoria: se non ti pronunci entro quel termine, perdi il diritto di accettare.
La rinuncia non può essere parziale, condizionata, o "su misura"
Per legge, la rinuncia deve riguardare l'intera eredità, senza condizioni né termini: se provi a rinunciare solo a una parte, o a condizione che succeda qualcosa, la dichiarazione è nulla. Allo stesso modo, non puoi farla dietro compenso, né a favore di uno solo degli altri chiamati: in questi casi, la legge la considera un'accettazione tacita, con l'effetto esattamente opposto a quello che volevi ottenere.
Puoi cambiare idea, ma solo a certe condizioni
La rinuncia è revocabile, a patto che l'eredità non sia stata nel frattempo accettata da qualcun altro, e che il tuo diritto ad accettarla non si sia già prescritto. Una volta che uno di questi due eventi si verifica, la revoca non è più possibile.
Un'eccezione che toglie il diritto di rinunciare
Se hai sottratto o nascosto beni che appartenevano all'eredità, perdi automaticamente il diritto di rinunciare: la legge ti considera erede puro e semplice a titolo di sanzione, indipendentemente da quello che avresti voluto fare.
Le domande che ci fanno più spesso
Se rinuncio, devo comunque pagare i debiti del defunto?
No: la rinuncia ha effetto retroattivo, sei considerato come se non fossi mai stato chiamato all'eredità, quindi nessun creditore può rivolgersi a te.
Se rinuncio, chi eredita al posto mio?
Dipende dalla tua situazione familiare: ne parliamo nel dettaglio nella prossima guida, dedicata proprio a questo.
Posso rinunciare prima che il defunto muoia, per essere sicuro?
No, la rinuncia fatta prima dell'apertura della successione è nulla: si può rinunciare solo dopo il decesso.
Serve il consenso degli altri eredi per rinunciare?
No, è una scelta individuale: ogni chiamato decide per sé, indipendentemente dagli altri.
Se ti stai chiedendo chi eredita al posto tuo se rinunci, ne parliamo nel dettaglio nella guida su chi subentra se rinunci all'eredità.
Il nostro calcolatore ti aiuta a capire, prima di decidere, quanto varrebbe la tua quota e se conviene accettare o rinunciare in base al patrimonio reale del defunto.
