Il testamento pubblico è quello redatto da un notaio, in presenza di due testimoni, che mette per iscritto la volontà dichiarata a voce dal testatore. Costa di più dell'olografo (orientativamente tra 500 e 2.000-2.500 euro, secondo la complessità e il notaio), ma offre una garanzia che l'olografo non ha: per contestarlo, non basta negare la propria firma, serve una procedura molto più impegnativa, la querela di falso.
Come funziona, passo per passo
L'articolo 603 del Codice Civile descrive il procedimento in modo preciso. Il testatore, alla presenza dei due testimoni, dichiara al notaio la propria volontà, che il notaio stesso mette per iscritto. Il notaio poi legge il testamento al testatore, sempre davanti ai testimoni. Ognuno di questi passaggi (la dichiarazione, la redazione, la lettura) viene menzionato esplicitamente nel testo del testamento stesso, insieme a luogo, data e ora della sottoscrizione. Alla fine, firmano tutti e tre: testatore, testimoni e notaio.
Se il testatore non può firmare, o può farlo solo con grande difficoltà, deve dichiararne la causa, e il notaio annota questa dichiarazione prima di procedere con la lettura dell'atto.
Chi può fare da testimone (e chi no)
Non tutti possono fare da testimoni. Sono esclusi i non vedenti, i sordi, i muti, i parenti e gli affini del notaio o delle parti coinvolte, il coniuge, e chiunque non sappia o non possa firmare. Il notaio ha l'obbligo di verificare personalmente l'idoneità dei testimoni prima di procedere.
Il testamento segreto: una terza via, poco usata
Esiste anche una terza forma, il testamento segreto: il testatore scrive il testamento (anche non di proprio pugno, a differenza dell'olografo) e lo consegna già sigillato al notaio, alla presenza di testimoni, senza che il notaio ne conosca il contenuto. I costi sono simili a quelli del testamento pubblico, ma nella pratica è la forma meno usata delle tre, proprio perché unisce parte della complessità procedurale del pubblico alla segretezza dell'olografo, senza guadagnare i vantaggi pieni di nessuna delle due.
Perché è più difficile da contestare rispetto all'olografo
Qui sta la differenza pratica più importante tra le due forme di testamento. Un testamento olografo si può contestare disconoscendo la scrittura o la firma: basta sostenere che quella grafia non appartiene al defunto, e a quel punto tocca a chi difende il testamento dimostrare che è autentico, spesso con una perizia grafologica.
Il testamento pubblico funziona diversamente, perché è un atto pubblico a tutti gli effetti (secondo l'articolo 2700 del Codice Civile): fa piena prova di quello che il notaio attesta di aver visto e sentito, fino a querela di falso. Contestarlo non significa più dire "quella firma non è mia", ma accusare formalmente il notaio (un pubblico ufficiale) di aver attestato il falso — una procedura penale, molto più complessa e rischiosa per chi la intraprende, che richiede prove ben più solide di un semplice dubbio sulla grafia.
Anche il pubblico può essere nullo, in casi specifici
Le stesse cause di nullità che valgono per l'olografo (in particolare l'incapacità del testatore di intendere e volere al momento dell'atto) si applicano anche al testamento pubblico, così come i vizi della volontà come il dolo. La Cassazione ha inoltre chiarito che il notaio può predisporre materialmente il testo dell'atto anche prima dell'incontro con i testimoni, a condizione che il testatore ripeta la propria volontà davanti a loro prima che il notaio ne dia lettura: quello che conta, ai fini della validità, è che la volontà venga dichiarata e confermata alla presenza dei testimoni, non il momento esatto in cui il notaio materialmente scrive il documento.
Non serve la pubblicazione dopo la morte, a differenza dell'olografo
Il testamento olografo, dopo la morte del testatore, deve essere consegnato a un notaio per la pubblicazione: qualcuno deve trovarlo e portarlo. Il testamento pubblico salta questo passaggio: il notaio che lo ha ricevuto lo conserva già tra i propri atti, e lo esibisce quando arriva il momento, senza bisogno che un familiare lo "trovi" da qualche parte in casa. È uno dei motivi per cui viene considerato più sicuro contro il rischio di smarrimento.
Quanto costa
Il costo varia parecchio in base alla complessità delle disposizioni, al notaio scelto e alla zona geografica. Le stime che circolano tra i professionisti si muovono orientativamente tra i 500 e i 2.000-2.500 euro complessivi, comprensivi di onorario notarile, imposta di registro e bolli. Conviene sempre chiedere un preventivo scritto prima di procedere, specificando se comprende anche l'eventuale pubblicazione futura o se quella viene fatturata a parte. Se in seguito vuoi modificare il testamento, serve un nuovo atto notarile: il costo di una revisione successiva è simile a quello del primo, quindi non è un impegno "una tantum" a costo fisso se prevedi di aggiornarlo nel tempo.
Quando conviene rispetto all'olografo
Il testamento pubblico è la scelta più indicata in situazioni specifiche: patrimoni complessi con immobili o partecipazioni societarie, famiglie con più eredi o rapporti conflittuali dove il rischio di contestazioni è concreto, disposizioni tecnicamente articolate come i legati specifici, o semplicemente quando il testatore ha difficoltà fisiche a scrivere di proprio pugno in modo continuativo (condizione necessaria per l'olografo).
La revoca funziona come per l'olografo
Anche un testamento pubblico può essere revocato con un testamento successivo, che prevale sulle disposizioni incompatibili di quello precedente. E vale la stessa regola generale già vista per l'olografo: se dopo aver fatto testamento nasce o viene riconosciuto un figlio che il testatore non aveva previsto, le disposizioni precedenti vengono revocate di diritto per effetto di questa sopravvenienza, a meno che il testatore non le abbia consapevolmente confermate in seguito.
Il caso di chi non può leggere o non riesce a comunicare normalmente
Per il testatore muto, sordo o sordomuto si applicano le norme specifiche della legge notarile per gli atti pubblici di queste persone. Se il testatore non è nemmeno in grado di leggere, devono intervenire quattro testimoni invece dei due ordinari: una garanzia aggiuntiva pensata per situazioni in cui la verifica della reale volontà del testatore richiede più cautela del solito.
Le domande che ci fanno più spesso
Il testamento pubblico può essere impugnato?
Sì, ma con strumenti diversi dall'olografo: non basta contestare la firma, serve la querela di falso contro l'attestazione del notaio, oppure dimostrare l'incapacità del testatore al momento dell'atto o vizi della volontà, esattamente come per qualsiasi altra forma di testamento.
Devo registrare il testamento pubblico da qualche parte dopo averlo fatto?
No, il notaio lo conserva già tra i propri atti dal momento stesso in cui lo riceve: non serve nessuna registrazione ulteriore da parte tua.
Quanto costa rispetto a un testamento olografo?
L'olografo è gratuito da scrivere (richiede solo carta e penna), ma espone a maggiori rischi di contestazione e smarrimento. Il pubblico costa qualche centinaio o alcune migliaia di euro, in cambio di maggiore sicurezza formale e conservazione garantita.
Se cambio idea, posso modificare un testamento pubblico?
Sì, ma serve un nuovo atto notarile: non puoi semplicemente correggerlo a mano come faresti con un olografo. Il nuovo testamento, se successivo, prevale sulle disposizioni incompatibili di quello precedente.
Con il testamento pubblico si evitano comunque le tasse di successione?
No: come per il testamento olografo, il testamento decide chi eredita, non se e quanto si paga di imposta di successione, che resta calcolata secondo il grado di parentela reale tra defunto e beneficiari.
Il nostro servizio ti aiuta a capire il percorso giusto per il tuo caso, che tu abbia un testamento pubblico, uno olografo, o nessun testamento: valutiamo insieme se serve il nostro piano dedicato ai casi più articolati o un confronto diretto con un notaio.
