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Atto notorio per la successione: quando serve e quanto costa

Redazione · Aggiornato a luglio 2026

Nella maggior parte dei casi, quello che ti serve davvero non è l'atto notorio vero e proprio, ma la sua versione semplificata: la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, un'autocertificazione che puoi fare da solo, spesso gratis. L'atto notorio pubblico, quello con notaio o cancelliere e due testimoni, serve solo quando un privato (tipicamente una banca) non accetta l'autocertificazione e lo pretende esplicitamente.

La differenza che cambia tutto

L'atto notorio, in senso stretto, è un atto pubblico: si forma davanti a un pubblico ufficiale (un notaio o il cancelliere di un tribunale), alla presenza di due testimoni, che attestano la veridicità di quanto dichiari. È il documento tradizionale, più oneroso, con validità di prova legale piena.

La dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (spesso abbreviata DSAN) è invece un'autocertificazione, disciplinata dall'articolo 47 del DPR 445/2000: la fai tu stesso, sotto la tua responsabilità, senza bisogno di testimoni né di un pubblico ufficiale che attesti i fatti. Per la successione, serve a dichiarare chi sono gli eredi, i loro dati anagrafici, il grado di parentela con il defunto, e se esiste o meno un testamento.

Nella pratica quotidiana, quando una banca o un ufficio ti chiedono "l'atto notorio per gli eredi", nella grande maggioranza dei casi si riferiscono proprio alla dichiarazione sostitutiva, non al vero atto pubblico: il linguaggio comune ha finito per usare il nome vecchio per indicare lo strumento nuovo che lo ha in gran parte sostituito.

Quando la dichiarazione sostitutiva è gratuita

Se la presenti a una pubblica amministrazione o a un gestore di servizi pubblici essenziali, non serve l'autentica della firma, e non è dovuto alcun costo: la dichiarazione stessa è esente (art. 37, comma 1, DPR 445/2000).

Se invece la presenti a un soggetto privato (una banca, un'assicurazione), questo può chiederti che la firma sia autenticata. In quel caso l'autentica va fatta alla presenza di un funzionario comunale incaricato, e comporta una marca da bollo di 16 euro più circa 0,52 euro di diritti di segreteria (ridotti alla metà nei casi di esenzione dal bollo previsti dalla legge).

Quando un privato pretende il vero atto notorio

I soggetti privati non sono obbligati ad accettare l'autocertificazione: possono chiedere che la firma sia autenticata, e in alcuni casi possono proprio insistere per il vero atto notorio pubblico, non la sua versione semplificata. Succede più spesso quando la successione è testamentaria, o quando i valori in gioco sono significativi: alcune banche, in questi casi, preferiscono la garanzia aggiuntiva di un atto pubblico formato davanti a un notaio o un cancelliere, con testimoni, invece di accontentarsi di un'autocertificazione.

Dove si fa e quanto costa, voce per voce

Se ti serve la dichiarazione sostitutiva semplice, la fai da solo, gratis, senza bisogno di andare da nessuna parte se la destini alla pubblica amministrazione. Se serve l'autentica per un privato, ti presenti al Comune con un documento d'identità: costo 16 euro di bollo più circa 0,52 euro di diritti.

Se invece ti serve il vero atto notorio pubblico, hai due strade:

  • In cancelleria del tribunale: il costo consiste solo nelle marche da bollo per le varie copie dell'atto, tipicamente due marche da 16 euro per la redazione, più marche aggiuntive (o un'unica marca equivalente) se richiedi la copia con urgenza lo stesso giorno.
  • Dal notaio: oltre all'imposta di registro (200 euro) e ai bolli (16 euro ogni quattro facciate), si aggiunge l'onorario professionale, variabile da notaio a notaio: chiedi sempre un preventivo prima di fissare l'appuntamento.

La cancelleria del tribunale è quindi l'opzione più economica quando serve proprio l'atto pubblico, il notaio quella più cara ma anche la più comoda se preferisci gestire tutto con un unico professionista.

Cosa deve contenere, per la successione

Che tu scelga l'autocertificazione o l'atto pubblico, il contenuto per la successione è sostanzialmente lo stesso: i dati anagrafici di tutti gli eredi (compreso te stesso, se lo sei), il grado di parentela di ciascuno con il defunto, e una dichiarazione esplicita sull'esistenza o meno di un testamento. Se c'è un testamento, va allegata la copia conforme dell'atto di pubblicazione fatto dal notaio.

Le conseguenze di una dichiarazione falsa

Chi rende una dichiarazione sostitutiva falsa o mendace ne risponde penalmente, secondo l'articolo 76 del DPR 445/2000. Non è un dettaglio da prendere alla leggera: dichiarare, per esempio, di essere l'unico erede sapendo che ce ne sono altri, espone a conseguenze ben più gravi di un semplice errore amministrativo.

Le domande che ci fanno più spesso

Devo fare l'atto notorio o basta l'autocertificazione?

Nella maggior parte dei casi basta la dichiarazione sostitutiva. Serve il vero atto notorio solo se il soggetto a cui la presenti (tipicamente una banca) lo richiede esplicitamente, cosa più comune con testamenti o valori elevati.

La banca può rifiutare la mia autocertificazione?

Sì: i privati non sono obbligati ad accettarla, e possono chiedere l'autentica della firma o, in alcuni casi, il vero atto notorio pubblico.

Serve andare dal notaio anche se ho già presentato la dichiarazione di successione?

Sono due documenti diversi, con funzioni diverse: la dichiarazione di successione è un adempimento fiscale verso l'Agenzia delle Entrate, l'atto notorio (o la sua versione sostitutiva) serve a dimostrare la tua qualità di erede a soggetti terzi come le banche.

Cosa succede se un erede non firma la dichiarazione sostitutiva?

Ogni erede può rendere la propria dichiarazione autonomamente, ma se il documento richiede l'elenco di tutti gli eredi con il consenso implicito su chi sono, è preferibile che tutti concordino sui fatti dichiarati prima di presentarlo.

Questo documento è solo una voce dell'elenco completo: per tutti gli altri documenti necessari alla dichiarazione di successione, vedi la guida su documenti per la successione.

Il nostro servizio ti aiuta a capire quali documenti ti servono davvero per la tua situazione specifica, prima di iniziare a raccogliere carte che magari non ti servono.

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