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Conto corrente del defunto: come si sblocca e in quanto tempo

Redazione · Aggiornato a luglio 2026

Per sbloccare il conto corrente di una persona deceduta, la banca chiede il certificato di morte, un atto di notorietà (o dichiarazione sostitutiva) che attesti chi sono gli eredi, e la prova che la dichiarazione di successione sia stata presentata all'Agenzia delle Entrate, quando è dovuta. Con documentazione completa, i tempi tipici vanno da 2-4 settimane per un caso semplice fino a diversi mesi per situazioni più complesse.

Perché la banca blocca il conto, e non è una scelta della banca

Il blocco non è una prassi interna dell'istituto, è un obbligo di legge. L'articolo 48, comma 4 del D.Lgs. 346/1990 (il Testo Unico delle imposte di successione) vieta ai debitori del defunto, banca inclusa, di pagare somme agli eredi prima che almeno uno di loro dimostri di aver presentato la dichiarazione di successione, o l'eventuale dichiarazione sostitutiva di esonero. È una tutela reciproca: protegge la banca da richieste di pagamento premature, e protegge gli eredi da prelievi indebiti di chi ha accesso al conto (una delega, un bancomat) prima che le quote siano chiare.

Un dettaglio pratico spesso trascurato: la banca non viene informata automaticamente del decesso da nessun ente. Sono i familiari a doverlo comunicare, portando il certificato di morte. Prima di quella comunicazione, il conto resta tecnicamente operativo, anche se prelevare in quella fase espone a conseguenze serie (ne parliamo più avanti).

I documenti richiesti

  • Certificato di morte
  • Documenti di identità e codici fiscali degli eredi
  • Atto di notorietà o dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, che elenca gli eredi
  • Copia della dichiarazione di successione presentata, con ricevuta dell'Agenzia delle Entrate (se dovuta)
  • Estremi del testamento, se esiste ed è stato pubblicato

Le pratiche più lente nascono quasi sempre da documentazione incompleta o inviata a pezzi, non da complessità reale della successione.

Quando puoi evitare del tutto la dichiarazione di successione

Se il patrimonio complessivo non supera 100.000 euro, non comprende immobili, e gli eredi sono solo il coniuge e parenti in linea retta, rientri nell'esonero: puoi consegnare alla banca una dichiarazione sostitutiva di esonero invece della dichiarazione vera e propria. È lo stesso identico requisito che regola l'esonero fiscale in generale, qui applicato direttamente al rapporto con l'istituto di credito.

Quanto tempo ci vuole davvero

I termini di legge (12 mesi per la dichiarazione, 90 giorni per il pagamento delle imposte) riguardano gli obblighi verso l'Agenzia delle Entrate, non lo sblocco del conto in sé. Una volta che la banca riceve la documentazione completa, i tempi realistici dipendono dalla situazione:

  • Caso semplice (erede unico, solo conto corrente, documenti completi): 2-4 settimane
  • Caso standard (più eredi d'accordo, conto e magari un deposito titoli): 30-60 giorni
  • Caso complesso (conflitti tra eredi, immobili, beni all'estero, cassetta di sicurezza): da alcuni mesi a oltre un anno

Se, ricevuta tutta la documentazione corretta, la banca ritarda senza motivo, gli eredi hanno a disposizione un reclamo formale e, se necessario, il ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF), uno strumento gratuito pensato apposta per queste controversie.

Se un erede non è d'accordo o non firma

Un principio consolidato nella giurisprudenza permette a ciascun coerede di chiedere alla banca la liquidazione della propria quota individualmente, senza bisogno del consenso di tutti gli altri. Se la banca oppone resistenza nonostante questo, una diffida formale, seguita se serve dal ricorso all'ABF, è lo strumento per far valere il proprio diritto. Diverso è il caso in cui manchi la firma di un erede sull'atto di notorietà stesso: lì la banca non può procedere, e l'unica strada resta un procedimento di divisione giudiziale in tribunale.

Il conto cointestato è un caso a parte

Se il conto era cointestato con il defunto, la situazione cambia in base al tipo di firma prevista (congiunta o disgiunta) e a chi era il cointestatario: ne parliamo nel dettaglio in una guida dedicata, perché le regole sono abbastanza diverse da meritare uno spazio proprio.

Puoi prelevare per le spese funerarie anche a conto bloccato

Molte banche permettono di prelevare dal conto bloccato l'importo necessario a coprire le spese del funerale, dietro presentazione delle fatture. Non è automatico: va richiesto esplicitamente allo sportello, ma è una prassi diffusa che vale la pena conoscere se ti trovi ad anticipare quelle spese di tasca tua.

L'errore che espone di più: prelevare prima del blocco

Se un erede riesce a prelevare somme dal conto prima che la banca lo blocchi (magari con un bancomat che aveva in mano), rischia due conseguenze: perde la possibilità di rinunciare all'eredità (il prelievo vale come accettazione tacita, quindi si risponde anche di eventuali debiti del defunto), ed è comunque tenuto a restituire agli altri eredi quanto prelevato oltre la propria quota.

Le domande che ci fanno più spesso

Serve sempre la dichiarazione di successione per sbloccare il conto?

No, se rientri nell'esonero (patrimonio sotto 100.000 euro, nessun immobile, solo coniuge o parenti in linea retta) basta una dichiarazione sostitutiva di esonero data direttamente alla banca.

Cosa succede ai pagamenti automatici sul conto bloccato?

Le domiciliazioni (RID, bollette) e i pagamenti in entrata come bonifici e pensioni continuano regolarmente: il blocco riguarda solo i prelievi manuali degli eredi.

Gli interessi maturano anche mentre il conto è bloccato?

Sì, gli interessi continuano ad accumularsi e vengono corrisposti agli eredi una volta sbloccato il conto.

Cosa succede se tra gli eredi c'è un minorenne?

Serve l'autorizzazione del giudice tutelare per il genitore che lo rappresenta, e la quota del minore va versata su un conto o libretto a lui intestato, non gestita liberamente dal genitore.

Il nostro calcolatore ti dice in due minuti se rientri nell'esonero e cosa ti serve preparare per la banca, in base alla tua situazione specifica.

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