Per presentare la dichiarazione di successione servono principalmente: certificato di morte, dati anagrafici e codici fiscali degli eredi, visure catastali degli immobili e la certificazione dei saldi bancari alla data del decesso. Qui sotto trovi l'elenco completo dei documenti per la successione, diviso per categoria, con l'indicazione di quelli che servono solo in casi particolari.
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Quali documenti servono per la dichiarazione di successione?
L'Agenzia delle Entrate richiede documenti su tre fronti: la persona defunta, gli eredi e il patrimonio. Nei casi semplici la lista è più corta di quanto sembri.
1. Documenti della persona defunta
- Certificato di morte in carta libera, rilasciato dal Comune del decesso (in molti casi basta un'autocertificazione con gli estremi dell'atto di morte)
- Codice fiscale o tessera sanitaria
- Certificato di ultima residenza, oppure autocertificazione
- Stato di famiglia storico alla data del decesso
- Copia del testamento pubblicato dal notaio, con gli estremi di pubblicazione, se esiste
2. Documenti degli eredi e legatari
- Dati anagrafici e codici fiscali di tutti gli eredi e legatari
- Grado di parentela con la persona defunta
- Albero genealogico con nome, cognome, luogo e data di nascita dei beneficiari: va allegato alla dichiarazione tramite il quadro EG
- Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con gli estremi dell'atto di morte, gli eredi, il tipo di successione (legittima o testamentaria) e il regime patrimoniale dei coniugi
- Eventuale rinuncia all'eredità, se uno dei chiamati ha rinunciato davanti a un notaio o in tribunale
3. Documenti sugli immobili
- Visure catastali aggiornate di tutti gli immobili e i terreni
- Rendita catastale di ciascun immobile
- Atto di provenienza: il rogito di acquisto oppure la precedente dichiarazione di successione
- Certificato di destinazione urbanistica, solo per i terreni edificabili
4. Documenti bancari e finanziari
- Dichiarazione di sussistenza del credito (la certificazione dei saldi e delle posizioni alla data del decesso, la rilascia la banca o Poste Italiane su richiesta di un erede)
- Estratti conto di conti correnti, libretti e titoli
- Eventuali polizze vita: di norma sono escluse dall'imposta di successione, ma conviene verificarlo caso per caso
Per capire come e quando la banca libera le somme dopo la presentazione della dichiarazione, leggi la guida sulla successione del conto corrente.
Quali documenti servono se non c'è testamento?
Senza testamento si applica la successione legittima: gli eredi sono individuati direttamente dalla legge in base al grado di parentela. I documenti restano quelli dell'elenco sopra, con un peso maggiore per la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, che in questo caso attesta chi sono gli eredi e in quali quote. Le quote previste dal codice civile le trovi nella guida sull'eredità senza testamento.
Le donazioni fatte in vita contano ancora?
Fino a poco tempo fa si consigliava di raccogliere anche gli atti delle donazioni ricevute in vita dal defunto. Oggi non serve più: il D.Lgs. 139/2024 ha abrogato il cosiddetto coacervo successorio, e la Circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 3/E del 16 aprile 2025 lo ha confermato. Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025 le donazioni ricevute in vita non incidono né sulle aliquote né sulle franchigie dell'imposta di successione.
Cosa NON serve per fare la successione?
Nella maggior parte dei casi semplici non serve un notaio per la sola dichiarazione (scopri quando è possibile fare la successione senza notaio), né una perizia di stima immobiliare: per gli immobili si usa il valore catastale, non quello di mercato. Non servono nemmeno copie autentiche degli atti di proprietà, salvo casi particolari: le copie semplici bastano quasi sempre.
Domande frequenti
Quali documenti servono per sbloccare i conti correnti e i libretti del defunto?
Per sbloccare e liquidare i conti correnti, i libretti di risparmio o i portafogli titoli della persona scomparsa, le banche e Poste Italiane esigono obbligatoriamente due documenti. La Dichiarazione di Sussistenza del Credito: una certificazione rilasciata dall'istituto di credito stesso su richiesta di un erede, che fotografa i saldi e le posizioni finanziarie alla data del decesso, e serve a te per compilare la dichiarazione. L'Attestazione di avvenuta presentazione (con codice Glifo): il certificato ufficiale rilasciato telematicamente dall'Agenzia delle Entrate una volta trasmessa e protocollata la dichiarazione di successione. Solo dopo aver consegnato questo documento l'istituto finanziario svincola le somme a favore degli eredi.
Devo ancora recuperare i vecchi atti di donazione ricevuti in vita?
No, a partire dalle successioni aperte dal 1° gennaio 2025 non è più necessario recuperare o allegare gli atti delle donazioni ricevute in vita dal defunto. La riforma fiscale ha abrogato il cosiddetto coacervo successorio, come confermato dalla Circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 3/E del 16 aprile 2025. Le donazioni pregresse non fanno più cumulo e non incidono sul calcolo delle aliquote e delle franchigie per la nuova dichiarazione, semplificando la raccolta dei documenti preliminari.
In quali casi non c'è l'obbligo di presentare la dichiarazione e raccogliere i documenti?
L'esonero dalla presentazione della dichiarazione di successione, e quindi dalla raccolta della documentazione, spetta solo se si verificano insieme tre condizioni: l'eredità è devoluta interamente al coniuge e/o ai parenti in linea retta (figli, genitori, nipoti diretti); l'attivo ereditario complessivo non supera i 100.000 euro; nell'eredità non sono presenti beni immobili o diritti reali immobiliari, come l'usufrutto. Se è presente anche un solo terreno o un diritto di abitazione, l'obbligo scatta a prescindere dal valore economico totale.
Per gli immobili servono le copie autentiche degli atti di acquisto e le perizie?
Nei casi ordinari non servono copie autentiche né perizie di stima. Per gli immobili e i terreni basta avere le visure catastali aggiornate e i relativi dati di rendita, che servono a calcolare il valore catastale automatico su cui si pagano le imposte ipotecaria e catastale. L'atto di provenienza, il vecchio rogito notarile o una precedente successione, serve solo a verificare la titolarità delle quote in capo al defunto, e basta una copia semplice. La perizia di stima serve solo per beni non censiti o per i terreni edificabili, per i quali serve anche il Certificato di Destinazione Urbanistica rilasciato dal Comune.
Chi firma la dichiarazione deve pagare subito le imposte per tutti?
Sì. Con il sistema di autoliquidazione, chi presenta e firma telematicamente il modello di successione deve calcolare e versare le imposte, ipotecaria, catastale, di bollo e l'eventuale imposta di successione eccedente le franchigie, contestualmente all'invio. Il pagamento avviene con addebito diretto sul conto corrente del dichiarante o con modello F24. Gli eredi rispondono in solido nei confronti dello Stato: l'Agenzia delle Entrate può richiedere l'intero importo al presentatore, che si rivale poi privatamente sugli altri coeredi in base alle rispettive quote.
