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Successione con solo conto corrente, senza immobili

Redazione · Aggiornato a luglio 2026

Se il patrimonio ereditato è fatto solo di conti correnti, libretti o titoli, senza nessun immobile, devi presentare la dichiarazione di successione solo se il valore complessivo supera 100.000 euro, oppure se gli eredi non sono esclusivamente coniuge e parenti in linea retta. Sotto quella soglia, con quei requisiti, non c'è nulla da dichiarare.

Quando scatta l'obbligo

La dichiarazione di successione senza immobili è richiesta quando la massa ereditaria (conti correnti, libretti bancari o postali, titoli, azioni) supera 100.000 euro, oppure quando tra gli eredi ci sono parenti diversi da coniuge, figli o altri parenti in linea retta, indipendentemente dal valore. Sono due condizioni alternative, non cumulative: basta che ne scatti una sola perché l'obbligo esista.

Chi deve presentarla

Sono obbligati eredi, chiamati all'eredità e legatari, i loro rappresentanti legali, gli amministratori dell'eredità, i curatori delle eredità giacenti, gli esecutori testamentari e i trustee. Se più persone sono obbligate, è sufficiente che la presenti una sola di loro: non serve che ognuna faccia la propria.

L'esonero, nel dettaglio

Non c'è obbligo di dichiarazione se, insieme: l'eredità va al coniuge e/o a parenti in linea retta, l'attivo ereditario non supera 100.000 euro, e non comprende immobili né diritti reali immobiliari. Attenzione a un dettaglio che sfugge spesso: queste condizioni possono venire meno per sopravvenienze ereditarie, cioè se dopo aver dato per scontato l'esonero emergono altri beni che fanno salire il totale sopra la soglia, l'obbligo si riattiva.

I documenti che ti chiederà la banca

Al netto delle specificità di ogni istituto, i documenti richiesti per avviare la pratica sono sostanzialmente sempre gli stessi:

  • Certificato di morte
  • Dichiarazione sostitutiva di atto notorio (con un modello diverso a seconda che la successione sia legittima o testamentaria), che attesta la tua qualità di erede
  • Copia autentica del verbale di pubblicazione del testamento olografo, o di registrazione del testamento pubblico, se esiste un testamento
  • Autorizzazione del giudice tutelare, se tra gli eredi c'è un incapace (minore, interdetto, beneficiario di amministrazione di sostegno)
  • Atto di rinuncia all'eredità, ricevuto da un notaio o dal cancelliere del tribunale, per chi ha rinunciato alla propria quota
  • Copia della dichiarazione di successione presentata all'Agenzia delle Entrate, con la relativa attestazione, quando la dichiarazione è dovuta

Il glifo: perché l'attestazione basta, senza altre copie

Quando presenti la dichiarazione in via telematica, l'attestazione di avvenuta presentazione porta un contrassegno chiamato "glifo", insieme a un codice identificativo e un codice di verifica. Cos'è di preciso e come lo usa la banca per verificare il documento senza che tu debba richiedere separatamente una copia conforme è spiegato nella guida sui documenti necessari per la successione.

I tempi: 12 mesi, con un'eccezione da conoscere

La dichiarazione va presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che di norma coincide con la data del decesso. C'è però un caso particolare: se è stato nominato un curatore per un'eredità giacente, i 12 mesi decorrono dalla data della sua nomina, non dal decesso. Una situazione non comune, ma utile da conoscere se la successione si è aperta in circostanze non lineari.

Come si pagano le imposte, oggi

Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025, l'imposta di successione (quando dovuta) si autoliquida: la calcoli tu stesso in dichiarazione, non aspetti un avviso dell'Agenzia delle Entrate. Senza immobili, non ci sono imposta ipotecaria né catastale da versare: restano solo l'eventuale imposta di successione, se il valore supera la franchigia del tuo grado di parentela, e poche decine di euro di bollo e tributi speciali, dovuti solo se richiedi l'attestazione di avvenuta presentazione.

Se c'è un testamento

La presenza di un testamento cambia un passaggio preliminare: prima di presentare la dichiarazione, il testamento olografo va pubblicato da un notaio (o, se è pubblico, va indicato con i suoi estremi). Non impedisce di rientrare nel caso "solo conto corrente" se il resto delle condizioni regge, ma aggiunge un passaggio che nel caso più semplice non serve.

Le domande che ci fanno più spesso

Se il conto ha esattamente 100.000 euro, devo dichiarare?

La soglia dell'esonero è "non superiore a 100.000 euro": a 100.000 esatti rientri ancora nell'esonero, se valgono anche le altre condizioni.

Serve comunque l'atto di notorietà se rientro nell'esonero?

Sì, la banca lo richiede comunque per verificare chi sono gli eredi, indipendentemente dal fatto che tu debba presentare la dichiarazione fiscale.

Cosa succede se scopro altri beni dopo aver dichiarato l'esonero?

Se il nuovo totale supera la soglia o cambia la composizione del patrimonio (per esempio emerge un immobile), l'esonero decade e va presentata la dichiarazione vera e propria.

Conviene comunque farsi aiutare per un caso così semplice?

Dipende da cosa cerchi: se vuoi solo la certezza che i calcoli siano corretti prima di trasmettere, un servizio di compilazione a prezzo fisso copre esattamente questo caso.

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